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La serenoa

un grande aiuto per le vie urinarie e per la prostata!


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Da una palma bassa, di aspetto cespuglioso, diffusa soprattutto in america, nella fascia sub-tropicale della costa atlantica, si ricavano i frutti di Serenoa usati ad ampio spettro (diuretici, sedativi, tonici) dalla medicina tradizionale indigena.
La ricerca di laboratorio, ampiamente concorde sia sul piano farmacologico che su quello clinico, ha consentito di individuare con precisione il profilo terapeutico di una pianta che ha come organo bersaglio il tessuto prostatico, verso il quale agisce con un effetto antiandrogeno. La pressoché totale assenza di effetti collaterali è di particolare importanza per un rimedio la cui utilità è legata a tempi lunghi di trattamento.


La Serenoa repens (fam. Arecaceae), è una palma bassa di aspetto cespuglioso, che cresce lungo le coste sabbiose delle zone meridionali e sub-tropicali degli Stati Uniti, in Georgia, Louisiana, Carolina del sud, fino al Messico, dove concorre a formare l’aspetto caratteristico del sottobosco nordamericano lungo la costa Atlantica.
La Serenoa è una pianta con un fusto alto da 1.20 a 2.50 metri, rampante e ramificato, foglie lunghe da 60 a 120 centimetri.
Il nome del genere, Serenoa, é stato dedicato dall’Hooker figlio a Sereno Watson, celebre botanico nordamericano del Connecticut, vissuto fra il 1826 e il 1892, e già professore all’università di Harvard; il nome della specie, repens, vuol dire “strisciante”, e sottolinea una caratteristica del rizoma.
Da tempo immemorabile, gli indigeni delle coste meridionali nordamericane, lungo l’Atlantico, sfruttavano le radici di Serenoa detto anche Saw Palmetto per fare un decotto diuretico, mentre dai frutti veniva ricavato un preparato balsamico per le mucose genito-urinarie.
Le popolazioni rurali apprezzavano le formazioni radicali anche per fabbricare spazzole rustiche e ricavarne, dopo macerazione ed eliminazione dei tessuti più molli, fibre da intrecciare per fame sacchi.

Dagli Anni Venti, prima negli Stati Uniti e dopo in Europa, se ne é diffuso l’impiego nella cura dell’ipertrofia prostatica. Ricerche farmacologiche affidabili e riproducibili realizzate negli ultimi due decenni hanno pienamente confermato la legittimità di questo uso suggerito dalla medicina popolare, e sono riuscite nel compito di offrire alla fitomedicina preparati galenici di soddisfacente efficacia.

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I frutti della Serenoa vengono raccolti a maturità completa, da agosto a novembre, e parzialmente seccati fino a quando non prendono la consistenza simile a una prugna secca.
Il principale costituente dei frutti di Serenoa repens è un olio grasso (olio di palmetto).
Nell’olio è disciolta anche la quota lipofila dei fitosteroli, che riveste un ruolo cruciale nell’attività farmacologica della droga. Dalla polpa dei frutti è stata isolato un principio attivo che ha mostrato di possedere un’attività antinfiammatoria e immunostimolante.
Nei luoghi d’origine, i frutti, di buon sapore, sono considerati commestibili e particolarmente adatti a persone sottopeso per ingrassare.
La medicina tradizionale americana reputa le nere bacche di Serenoa diuretiche, sedative, toniche, e si ritiene esercitino un’azione balsamica sulle mucose uro-genitali, motivo per il quale vengono impiegate nel trattamento delle cistiti croniche e nel dolore causato da irritazione della vescica, dell’uretra e della prostata.
Oggi, gli estratti di Serenoa rappresentano un esempio di uso moderno delle risorse vegetali nella medicina erboristica. Ciò perchè essi sono stati studiati con perfezione scientifica, sia sul piano farmacologico sia su quello clinico, e questo ha consentito di individuare con precisione il profilo terapeutico della pianta, delimitandone l’attività biologica ai disturbi della prostata.
Gli estratti dei frutti di Serenoa vengono da tempo impiegati con profitto nel trattamento dei disturbi urologici associati all’ipertrofia prostatica benigna, situazione molto comune negli adulti tra i 50 e gli 80 anni.

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La Serenoa ha come organo-bersaglio il tessuto prostatico, verso il quale agisce con un effetto antiandrogeno. L’attività antiandrogenica periferica della droga è stata ripetutamente confermata da numerosi studi in vitro.
Nella prostata, la serenoa agisce contrastando l’iperandrogenismo locale, uno dei principali fattori che innescano l’ispessimento iperplasico della parete prostatica, ma senza turbare l’equilibrio ormonale generale.

 

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