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L'insufficienza venosa - 1° parte

... come le erbe ci vengono in aiuto?


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Cominciamo con lo spiegare che cos’è questo disturbo, l’insufficienza venosa, che nella società moderna colpisce gli arti inferiori (per abbreviare: IVC), la cui manifestazione più comune è una fastidiosa sensazione di pesantezza delle gambe, specie alla sera dopo essere stati in piedi a lungo.
Essa è rappresentata da un “malfunzionamento” del circolo venoso che non garantisce il normale ritorno del sangue dalla periferia (e in particolare agli arti inferiori) al compartimento centrale (il cuore): nel complesso si verifica quindi un rallentamento del flusso ematico ed un ristagno del sangue all’interno delle vene, più evidente a livello delle vene superficiali. Il tutto conduce inevitabilmente ad una sofferenza dell’endotelio venoso che può lentamente perdere la propria normale impermeabilità ed elasticità, ossia la capacità di contenimento nei confronti del sangue.
L’IVC colpisce con maggiore frequenza la donna e non è caraterizzata da una “soglia d’età” specifica, anche se è più frequente dopo i 40 anni.
Una cattiva alimentazione, predisposizione familiare, sovrappeso, mancanza di attività fisica, alterazione ormonale, mantenimento prolungato delle stazione eretta, eventi traumatici (gravi ferite, contusioni, fratture etc.) un episodio infettivo, o irritativo (flebite) o trombotico (flebotrombosi) di una vena superficiale o profonda sono alla base del problema.
I sintomi che più frequentemente caratterizzano l’insufficienza venosa sono:

  • Gonfiore delle gambe, special-mente alla sera e dopo prolungata permanenza in piedi
  • Edemi perimalleolari e al terzo inferiore della gamba
  • Stanchezza e sensazione di pesantezza alle gambe
  • Formicolii, prurito, dolori e crampi muscolari, specialmente al polpaccio
  • Alterazioni trofiche cutanee in fase avanzata (pelle sottile e secca, ulcerazioni cutanee).

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Il processo infiammatorio

Indipendentemente dalla causa scatenante, l’insufficienza del circolo venoso determina un complessivo rallentamento del flusso ematico ed un accumulo del sangue alla periferia: l’apporto di ossigeno e di principi nutritivi alle pareti dei vasi (endotelio) risulta così notevolmente ridotto e questa condizione di ipossia determina una sofferenza dell’endotelio venoso che perde la sua normale permeabilità selettiva nei confronti delle cellule e delle sostanze circolanti nel sangue. A causa dell’eccessiva tensione cui è sottoposta, la parete venosa diventa sempre meno resistente e tende a dilatarsi, perdendo la propria normale capacità di contenimento nei confronti del sangue (riduzione del tono venoso).

L'azione dei fitocomplessi risulta particolarmente efficace nel contrastare le alterazioni della membrana endoteliale. Per quanto progressivo ed irreversibile, il processo degenerativo che si verifica a carico delle vene è piuttosto lento e pur non potendo ripristinare l’integrità di un distretto venoso compromesso è tuttavia possibile limitare la progressione della malattia venosa in maniera significativa, tanto più efficacemente quanto più il processo è in una fase precoce. 

Intervenire su un problema così complesso implica, oltre all’uso di prodotti mirati, anche la necessità di agire su diversi fattori, rimuovendo in primo luogo le varie condizioni che tendono a favorire l’IVC, come la sedentarietà, la prolungata stazione eretta, l’obesità, gli squilibri alimentari etc. 

L’estrema efficacia nella prevenzione e nel trattamento della sintomatologia che caratterizza la malattia venosa, unita ad un’elevata tollerabilità conferiscono alla fitoterapia un ruolo di grande rilievo nel mantenere l’omeostasi venosa, soprattutto nel trattamento a lungo termine. La validità della fitoterapia trova nel campo dell’insufficienza venosa una lunga serie di conferme: lo stesso campo farmacologico incentra i propri trattamenti prevalentemente sull’uso di molti principi attivi di origine vegetale, i quali hanno dimostrato attività utili a migliorare il flusso ematico, a ridurre il danno endoteliale, a migliorare il trofismo cutaneo e a facilitare la guarigione o la cicatrizzazione di eventuali ulcere cutanee. 

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Numerosi sono infatti i fitocomplessi che hanno suscitato l’interesse dell’industria farmaceutica: basti pensare che la maggior parte dei farmaci presenti in commercio, sono a base di principi attivi di derivazione vegetale come la Centella asiatica, il Rusco, gli antocianosidi della Vite rossa o del Mirtillo, l’escina dell’Ippocastano. 

Per ottimizzare i risultati è consigliabile un trattamento per due o tre mesi consecutivi, nei periodi di maggiore intensità dei disturbi. Nel prossimo articolo vedremo le schede di alcune delle piante medicinali più utilizzate, anche in sinergia, per la formulazione di prodotti specifici per il trattamento dell’insufficienza venosa.

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